
Lโopera proposta, La storia di Anna, si presenta come un testo ibrido, frammentato e volutamente dissonante, che attraversa diversi registri narrativi: epistolare, dialogico, lirico e romanzesco. La sua struttura episodica, suddivisa in piรน โpartiโ, riflette non solo un percorso narrativo, ma anche un processo psicologico e morale della protagonista. Anna emerge come figura complessa, stratificata, attraversata da tensioni interne tra vergogna e desiderio, autodifesa e vulnerabilitร , odio e bisogno dโamore. Lโanalisi di questo testo richiede dunque unโattenzione particolare ai temi della corporeitร , del linguaggio, della violenza simbolica e reale, e della possibilitร (o impossibilitร ) di redenzione.
1. Struttura e forma: una narrazione polifonica
Fin dallโinizio, il testo si distingue per la sua forma non lineare. La prima parte, costruita come una lettera, introduce una voce intima e riflessiva. Qui Anna si rivolge alla sua assistente sociale, creando un rapporto di fiducia mediato dalla scrittura. Questa scelta stilistica suggerisce una distanza emotiva: Anna non parla direttamente al lettore, ma attraverso un intermediario istituzionale, segno della sua difficoltร a esporsi completamente.
Successivamente, il passaggio al dialogo terapeutico introduce una dimensione teatrale. Il linguaggio diventa piรน crudo, diretto, performativo. Il lettore assiste a una messa in scena della violenza verbale e psicologica, che culmina in unโesplosione emotiva. Questa alternanza tra introspezione e drammatizzazione crea un ritmo irregolare, che rispecchia lโinstabilitร interiore della protagonista.
Le parti successive ampliano ulteriormente il registro: si passa alla riflessione religiosa (lโassoluzione), alla narrazione romantica, fino a elementi quasi melodrammatici e thriller. Questa eterogeneitร puรฒ apparire caotica, ma รจ coerente con il tema centrale: la frammentazione dellโidentitร .
2. Il linguaggio come campo di battaglia
Uno degli elementi piรน significativi del testo รจ lโuso del linguaggio, in particolare delle โparolacce di provinciaโ citate nel titolo. Le parole oscene non sono semplicemente un elemento realistico o provocatorio: rappresentano una forma di violenza simbolica interiorizzata.
Anna descrive come gli insulti ricevuti per strada siano monotoni, ripetitivi, โpoco originaliโ. Questo dettaglio รจ cruciale: la banalitร dellโinsulto lo rende ancora piรน oppressivo, perchรฉ rivela una cultura diffusa e normalizzata di misoginia. Tuttavia, nella scena della terapia, Anna si appropria di questo linguaggio e lo restituisce amplificato. In questo momento, si verifica un rovesciamento: la vittima diventa agente.
Ma questo rovesciamento รจ ambiguo. Se da un lato rappresenta una liberazione momentanea, dallโaltro comporta una perdita di sรฉ. Anna riconosce di aver utilizzato gli stessi strumenti dei suoi oppressori, replicando dinamiche di violenza. Il linguaggio, quindi, non รจ solo mezzo di espressione, ma anche veicolo di contaminazione morale.
3. Corpo, sguardo e controllo sociale
Il corpo di Anna รจ costantemente al centro della narrazione, ma raramente รจ sotto il suo pieno controllo. Nella prima parte, il suo corpo รจ oggetto dello sguardo altrui: uomini che la desiderano, donne che la giudicano. Questo doppio sguardo โ maschile e femminile โ crea una tensione continua. Gli uomini rappresentano una minaccia esplicita, mentre le donne incarnano un giudizio implicito, fatto di invidia e diffidenza.
Anna cerca di โvestirsi in modo conservativoโ, ma percepisce comunque lo stigma. Questo suggerisce che il problema non รจ lโapparenza, ma lโidentitร sociale che le viene attribuita. Il passato da prostituta diventa una sorta di marchio invisibile, che la rende sempre leggibile come โaltraโ.
Nella scena della terapia e in quelle successive, il corpo diventa anche luogo di conflitto e potere. La violenza sessuale, reale o simulata, รจ una costante. Tuttavia, il testo gioca spesso con i confini tra consenso e coercizione, creando una zona grigia disturbante. Questo aspetto puรฒ essere letto come una critica alla difficoltร di distinguere tra desiderio e imposizione in contesti segnati da dinamiche di potere.
4. Religione, colpa e redenzione
La terza parte introduce esplicitamente il tema religioso, con la formula dellโassoluzione. Qui emerge una distinzione fondamentale: Anna non si sente in colpa per la prostituzione, ma per lโodio che prova. Questo spostamento รจ significativo: il peccato non รจ il corpo, ma la mente.
Il riferimento a Maria Maddalena รจ centrale. Anna si confronta con un modello di redenzione femminile, ma si percepisce come incapace di raggiungerlo. La sua trasformazione non รจ lineare nรฉ completa: รจ segnata da contraddizioni e ricadute.
La decisione di impegnarsi in unโorganizzazione di supporto per lavoratori del sesso rappresenta un tentativo di trasformare il dolore in azione politica. Qui il testo suggerisce una possibile via di redenzione: non attraverso la purificazione individuale, ma attraverso lโimpegno collettivo.
5. Amore e idealizzazione
Lโintroduzione di Santos segna una svolta narrativa verso il romance. Il loro incontro รจ carico di simbolismo: riconoscimento, coincidenza, destino. Santos appare inizialmente come figura salvifica, capace di accettare Anna senza giudizio.
Tuttavia, questa relazione รจ costruita su una forte idealizzazione reciproca. Entrambi condividono un passato nel lavoro sessuale, creando una base di comprensione. Ma proprio questa somiglianza solleva interrogativi: lโamore รจ autentico o proiezione di un bisogno?
La lunga sezione dedicata al loro rapporto assume toni quasi fiabeschi: successo economico, armonia, nascita di un figlio. Questo contrasto con le parti precedenti, piรน crude e realistiche, puรฒ essere interpretato in due modi. Da un lato, come una possibilitร di riscatto; dallโaltro, come una fantasia compensatoria.
6. Violenza e vendetta
Il personaggio di Alessio introduce una dimensione piรน oscura. Egli rappresenta una figura disturbata, ossessionata, che incarna una forma estrema di maschilitร patologica. La sua relazione con Anna, giร problematica nella terapia, culmina in una violenza esplicita.
La risposta di Anna e Santos, tuttavia, รจ altrettanto problematica. La scena in cui lo umiliano e lo privano della vista durante un atto sessuale รจ carica di ambiguitร etica. Qui il testo abbandona qualsiasi pretesa di realismo psicologico per entrare in una dimensione quasi simbolica: la vendetta come rovesciamento totale dei ruoli.
La successiva morte di Alessio, e il modo in cui viene gestita, suggeriscono una sospensione della moralitร . Anna appare fredda, calcolatrice. Questo sviluppo mette in discussione lโidea di redenzione costruita in precedenza.
7. Identitร e narrazione
Un tema trasversale รจ quello dellโidentitร come costruzione narrativa. Anna cambia ruolo piรน volte: prostituta, paziente, attivista, amante, madre. Ogni fase รจ accompagnata da un diverso linguaggio e una diversa modalitร di rappresentazione.
Anche Santos ha una doppia identitร , simboleggiata dal soprannome โVabbรจโ. Questo nome, nato da un malinteso, diventa emblema di unโesistenza segnata dallโassenza di radici. Il fatto che egli lo accetti e lo utilizzi indica una forma di appropriazione del proprio passato.
Il finale, con il timore che il bambino possa dire โVabbรจโ come prima parola, รจ ironico ma significativo. Suggerisce che le identitร , anche quelle che si vorrebbero superare, continuano a trasmettersi.
8. Conclusione: tra realismo e eccesso
La storia di Anna รจ un testo che sfida il lettore, sia per i contenuti espliciti sia per la struttura irregolare. La sua forza risiede nella capacitร di mettere in scena contraddizioni profonde: tra vittima e carnefice, tra amore e violenza, tra redenzione e colpa.
Tuttavia, proprio questa intensitร rischia talvolta di sfociare nellโeccesso. Alcune svolte narrative appaiono forzate, e la coerenza psicologica dei personaggi viene sacrificata a favore dellโeffetto drammatico. Questo non necessariamente indebolisce il testo, ma ne sposta la lettura: piรน che un romanzo realistico, si configura come una sorta di allegoria contemporanea, in cui le dinamiche sociali e interiori sono amplificate.
In definitiva, Anna non raggiunge una vera pacificazione. Il suo percorso รจ segnato da conquiste e regressioni, da momenti di luciditร e derive oscure. ร proprio questa incompletezza a renderla un personaggio significativo: non un modello, ma uno specchio delle tensioni irrisolte della societร contemporanea.
Leggilo qui:
la storia di anna.
โด๏ธ
Prima parte.
Parolacce di provincia.
LETTERA DI UNA PROSTITUTA IN PENSIONE ALLA SUA ASSISTENTE SOCIALE.
Cara signora Dante,
Mi sono ambientata bene nel mio nuovo appartamento in periferia. Sto cercando lavoro, il che รจ difficileโฆ ma rimango ottimista perchรฉ lavoravo nei negozi (prima di abusare delle carte di credito e di ricorrere alla prostituzione). Nel frattempo, sono grata per lโaiuto economico che il vostro ufficio mi sta dando.
Evito di sembrare una prostituta, per paura di essere rifiutata nella vita di tutti i giorni. Qui, tutti gli altri uomini che vedo per strada o in un caffรจ sembrano potenziali protettori. Anche se cerco di vestirmi in modo conservativo โ almeno ai miei occhi โ sento gli occhi di uomini, casalinghe e vecchie nonne che mi scrutano quando li incrocio per strada. Loro (le donne) hanno sempre uno sguardo acidoโฆ che tradisce invidia e diffidenza.
Non รจ come a Roma oppure Milano, dove molte donne si sentono libere di comportarsi come vogliono, alcune si comportano come troie, mettendo al loro posto uomini macho e femministe estreme. Qui gli uomini si prendono la libertร di fare commenti sconci per strada. E le donne non ci fanno caso, girando la testa per seguirmi con lo sguardo. Posso sentire i loro sguardi brucianti dietro di me anche molto tempo dopo averle superate.
E se reagisco in qualche modo, anche solo con un sospiro di disappunto, arrivano le parolacce. E sono sempre a sfondo sessuale. E poco originali. Come devono essere noiosi questi uomini a letto. Che schifo!
Proprio ieri sono stata avvicinata da un uomo sulla trentina mentre passavo davanti a un caffรจ non lontano dal mio appartamento. Dal modo in cui era vestito e dal modo in cui si รจ avvicinato a me, ho capito che era della cittร o di passaggio. Per un attimo rabbrividii e cominciai a camminare piรน velocemente, mentre lui sosteneva che ci eravamo giร incontrati. Lo contraddissi, assicurandogli che non lโavevo mai visto prima. Lui mi rispose, con un luccichio negli occhi, che poteva sbagliarsi, ma che avevo un aspetto familiareโฆ che mi aveva visto da qualche altra parte. Scrollai le spalle e gli dissi che non avevo tempo per chiacchierare e che non ero affatto interessata agli uomini (piรน tardi mi pentii di questa bugia, perchรฉ la gente avrebbe potuto pensare che fossi lesbica e questo mi avrebbe sicuramente messo nei guai, soprattutto qui dove la gente non osa vivere le proprie fantasie). Continuai a camminare a passo spedito e, lanciando unโocchiata furtiva, notai che lโuomo non mi aveva tolto gli occhi di dosso.
Vorrei che la gente smettesse di inseguire noi paranoici. A volte vorrei mettermi nei panni di qualcun altro. ร allora che mi vengono in mente le tue sagge parole: โAgisci secondo coscienza e, soprattutto, non ascoltare gli sciocchi!
Cordiali saluti,
Anna

La storia di Anna โ seconda parte.
La seduta di terapia di Anna.
Terapeuta: ยซAnna, la tua rabbia ti sta divorando dentro. Cosa ne pensa di indirizzarla verso lโesterno?ยป
Anna: ยซSรฌ, รจ vero. Sono piena di rabbia, ma se reagisco a una qualsiasi delle persone che mi molestano per strada o nei negozi, allora sarร impossibile per me vivere qui โ o in qualsiasi altro posto.ยป
Terapeuta: ยซNon sto suggerendo un confronto diretto. ร troppo presto per farlo. Devi prima ammettere a se stesso la profonditร della tua rabbia e smettere di odiarsi. Le suggerisco un gioco di ruolo, in cui lei usa me come destinatario della sua rabbia. Proviamo!ยป
Anna: ยซNon lo so. Voglio direโฆ le parolacce e gli insulti che ho immagazzinato nella mia mente richiederebbero mille Ave Maria se pronunciati.ยป
Terapeuta: ยซDavvero, brutta stronza! Chi credi di prendere in giro, con quei vestiti stretti da donna dโaffari? Ogni singolo centimetro di te urla: โSono una puttana lussuriosa con una fica e un buco del culo succosi, in attesa di ogni cazzo che mi viene incontroโฆโ ยป
Anna: (il volto di Anna si contorce e si arrossa, ma si limita a distogliere lo sguardo in segno di negazione, vergogna e autoprotezione).
Terapeuta: โLasciami sbavare un poโ su tutta la tua scollatura mentre ti palpo le tue dolci naticheโฆ.โ
Si muove verso Anna e lei si gira improvvisamente verso di lui, piena di rabbia e con un aspetto molto simile a quello di Medusa.
Anna: ยซMa che cazzo?!!! Santo Giudaโฆ no, santa merda! Inutile pezzo di merda! Fottiti! Ti faccio letteralmente a pezzi e li do in pasto ai maiali. Chi cazzo sei tu per chiamarmi sporca puttana!!! Sei tu la puttana. Sei cosรฌ poco attraente e non amabile che devi pagare per fare sesso. Nessuno ti vorrebbe, tranne forse un frocio disperato che si eccita alla prospettiva di essere abusato, o uno che userebbe il tuo sporco buco del culo come una fica piagnucolante.ยป
Terapeuta: โMolto bene, Anna! Continua!โ
Anna: โTesta di cazzo! Mangia la merda e muori! Girati, bastardoโฆ figlio di puttana. La tua faccia sorridente e presuntuosa e il tuo cazzo mezzo eretto mi disgustano. Voglio vedere il tuo sedere, la tua vera facciaโ.
Poi Anna fece girare il terapeuta e lo afferrรฒ per le natiche, mordendogli il collo piรน forte che poteva.
Terapista: โAhi! Maledetta donna, figlia diโฆ.โ
Anna: โFiglia di cosa!!! Vediamo cosa sai fare, succhiacazziโฆ.โ
Mentre Anna strattonava la testa della terapeuta verso di sรฉ e la spingeva verso la sua fica, la terapeuta gridรฒ:
โBasta! Il tempo รจ scaduto e la seduta per oggi รจ finita. Analizzeremo questa seduta la prossima settimanaโ.
Anna si sentรฌ imbarazzata, ma anche forte, mentre si aggiustava i capelli e i vestiti prima di lasciare lโufficio.
E Anna pensรฒ: โQuel tipo รจ proprio uno stronzoโ.
Il terapeuta si rese subito conto che era nata in lui una nuova fantasia sessuale. E sapeva che Anna non sarebbe piรน tornata. La situazione era cambiata. Ora era lui ad avere bisogno di lei, e non il contrario.

La storia di Anna โ terza parte.
Lโassoluzione.
ยซDio, Padre delle misericordie, attraverso la morte e la risurrezione del suo Figlio, ha riconciliato a sรฉ il mondo e ha effuso lo Spirito Santo per il perdono dei peccati; attraverso il ministero della Chiesa, Dio vi concede il perdono e la pace, e io vi assolvo dai vostri peccati nel nome del Padre e del Figlio.
[segno di croce].
e dello Spirito Santo.
Amenยป.
Anna conosceva a memoria la formula di assoluzione. Era stata in confessionale molte volte, sia prima che dopo il suo pensionamento. Ma sebbene il sacerdote, parlando nella persona di Gesรน Cristo, la assolvesse dai suoi peccati, la sua mente e la sua anima erano ancora inquiete e piene di sensi di colpa. Non si sentiva in colpa per essere una prostituta, ma piuttosto per lโodio che sapeva di nutrire. Sebbene non credesse davvero che Maria Maddalena fosse una prostituta penitente o la salace amante di Gesรน, trovava purificante lโidea che una prostituta riformata fosse una brava persona degna della piรน alta espressione dโamore. Ma Anna non era Maria Maddalena. Il gioco di ruolo con il terapeuta scatenรฒ la liberazione di molti demoni dal suo vaso di Pandora. Lei lo aveva avvertito di non andarci, ma lui lo fece, e con una tale credibilitร che lei esplose quando lui cercรฒ di toccarla.
Improvvisamente, era tutti gli uomini che lโavevano umiliata. La dimostrรฒ di non essere migliore degli uomini che lโavevano maltrattata e insultata. Man mano che la sua rabbia cresceva dโintensitร , i suoi esplosivi insulti verbali divennero quelli dei suoi oppressori: riferimenti omofobici e misogini a escrementi, โfrociโ, debolezza sessuale e intellettuale, puttane, troie, ecc. E quando questi non erano sufficienti, ricorreva rapidamente allโumiliazione fisica e alla denigrazione. Non solo perse la sua femminilitร , ma anche la sua umanitร e moralitร . Anna si riteneva non migliore dei vili uomini e donne che la molestavano.
Per questo odiava il terapeuta. E odiava se stessa per aver dato a lui e a tutti gli uomini oppressivi esattamente ciรฒ che volevano. Era certa che il terapeuta si fosse masturbato dopo che lei aveva lasciato il suo studio, e il fatto che il pensiero le desse piacere la infastidiva ancora di piรน. Quella sensazione iniziale di autoemancipazione era solo unโillusione. Aveva bisogno di smettere di odiare โฆ di smettere di odiare gli altri, e di smettere di odiare se stessa.
Ha deciso di tornare nella comunitร dei lavoratori del sesso. Non come lavoratrice del sesso, ma come parte di una rete di supporto che fornisce consulenza e assistenza personale, voleva fare pressione politica per i loro diritti, per un ambiente di lavoro migliore, per lโalloggio, ecc. e per unificare i lavoratori del sesso femminili, maschili e transgender sotto unโunica organizzazione locale.
Si guardรฒ allo specchio e si sentรฌ sorpresa dalla sua immagine: non aveva il cipiglio di Medusa, ma forse piuttosto il sorriso tranquillo di Maria Maddalena.

Quarta parte: In bocca al lupo.
Il giorno dopo stavo leggendo alcune lettere immaginarie sulle pagine web di un autore americano. Mi sono trovata troppo coinvolta nella situazione di una stupida donna di nome Prudence, che aveva avuto un crollo anti-maschio simile al mio. Ero stata quella donna, quella Prudence, e ora rifuggivo sia gli uomini sia il piacere sessuale. Questo รจ ciรฒ che ho letto:
LETTERA IMMAGINARIA AD A.A., DA PARTE DI UN FAN ANONIMO
Cara Anna
Mi chiamo โPruโ โฆ abbreviazione di Prudence. Ho letto del tuo caso contro quel โDickyLeaksโ e mi sono sentita in dovere di scriverti. Anche se non mi conosci, mi sembra di conoscerti. Sono seduta sul mio terrazzo qui in Arizona, a guardare le api che violentano i gigli mattutini sul graticcio, che ora sono in piena fioritura.
E sono furiosaโฆ
So che รจ un rapporto simbiotico, necessario per lโimpollinazioneโฆ ma mi ricorda tanto una poesia che ho letto una volta, che mi ha provocato fin dalla prima volta che lโho letta โ e che non riesco mai a finire:
LO STUPRO DELLA FIGLIA DI ALCATHOUS.
La purezza esteriore della carne bianca.
Con la sottigliezza di una campana a vento
ondeggiando flessuosamente nella brezza del mareโฆ.
Le sublimi fragranze del gelsomino e della
verginitร si mescolano involontariamente
con il sudore e la paura
indotto dalla minaccia di una violazioneโฆ
Il profumo della vittimizzazione
incoraggia solo la passione animale e
aumenta ulteriormente il valore del premioโฆ
Bellezza โ invita โ passione โ
crea โ repulsione โ aumenta โ
attrazione โ genera โ paura โ
massimizza โ passione โฆ
volti distorti e battiti di cuore da tamburo di guerra.
Distorcono lโumanitร mentre le menti sono
smembrate dallโocclusioneโฆ
La pace non puรฒ prevalere finchรฉ
un vincitore รจ incoronato e
la reintegrazione รจ impossibile finchรฉ
il silenzio non sarร liberato dalla sua ostilitร .
La ragione per cui sono seduta sulla terrazza e sto farneticando รจ che sono stufa di non poter esprimere il mio bisogno di uguaglianza di genere e di giustiziaโฆ almeno non senza essere chiamata stronza amara o โfemministaโ. Mi piacciono gli uomini viriliโฆ ma non sopporto gli sciocchi misogini che usano lโaggressione verbale e fisica โ e lโumorismo sbruffone che lโaccompagna โ per โtenere a bada le stronzeโ.
Ieri sera รจ stato un disastro. Cork, il mio fidanzato ventisettenne, ha raccontato una storia sciocca durante una cena nel nostro appartamento alla periferia di Phoenix:
โRicordo un incidente nel condominio dove vivevo a New York anni fa. Una donna al piano inferiore al mio aveva un amante di colore che si divertiva a giocare (lei lavorava alla compagnia telefonica e lui viveva delle sue spese). Comunque, un pomeriggio stavo entrando nel palazzo quando una donna bianca, letteralmente mezza nuda, uscรฌ di corsa esclamando: โHa cercato di violentarmi. Chiamo la polizia!โ.
Io ridacchiai e pochi secondi dopo il vicino nero corse in strada a culo nudo, urlando: โSto sborrando, baby, sto sborrando!โ.
Beh, entrai rapidamente in casa e chiusi la porta esterna, sapendo che non aveva con sรฉ nรฉ vestiti nรฉ chiavi. Mi guardรฒ, io sorrisi e salii al piano di sopra.
Giorni dopo, unโanziana vicina ucraina si trovava nel corridoio e mi chiese se avessi sentito il putiferio. Ho risposto: โSรฌ, e lโho anche visto!โ.
Lei ha risposto: โSรฌ, anchโio. Lui ha suonato il mio citofono per entrare nel palazzo. Sembra che sia uscito senza le chiaviโ.
Dopo qualche secondo di silenzio, lei mi ha sussurrato: โNon ne ho mai visto uno cosรฌ grandeโฆ e cosรฌ nero prima dโora!โ
A dire il vero, gli ospiti non mi piacevano particolarmente. Erano tutti colleghi di Cork, che lavorava alla Ernst & Young. Cork era il โnuovoโ dello studio e cercava di impressionare tutti con le sue storie speciali dalla Grande Mela. Dopo due ore di cocktail, vino, antipasti, piatto principale e dessert โ tutti preparati da me โ i โragazziโ si sentirono abbastanza sfacciati da passare la conversazione dai convenevoli alle conquiste.
La cosa iniziรฒ in modo abbastanza innocente, ma ben presto si trasformรฒ in una gara per stabilire chi avesse le piume piรน brillanti tra i galli. Naturalmente Cork, nel tentativo di affermare se stesso e anche di verificare la forza e lโarroganza dei suoi colleghi (e concorrenti), riuscรฌ a trasformare la conversazione in un contesto sessuale. I tre colleghi maschi ascoltarono con attenzione e risero fin troppo altezzosamente della storia di Cork, nella speranza di valutare questo inglese emigrato e di dimostrare la propria mondanitร e virilitร . Lโunica altra donna presente alla cena era Cynthia, la moglie di Peter. Cynthia e io ci scambiammo qualche occhiata, riconoscendo che questa piega degli eventi era al tempo stesso attesa e disperata. Ma nessuna di noi osรฒ protestare o tentare di cambiare argomento.
Io avevo le mie ragioni per non fare finta. Cork aveva recentemente suggerito che ero eccessivamente prudente e aveva cercato di fare associazioni con il mio nome di nascita: Prudence. Ohhh quanto ho odiato quel nome per tutta la vita. I miei genitori, ben intenzionati, volevano darmi un nome speciale, qualcosa di antiquato e chic, ma anche con associazioni a ciรฒ che loro equiparavano a uno stile di vita colto. Sono stata messa in ridicolo giร dalla seconda elementare, quando i miei compagni di classe si burlavano del mio nome e inventavano rime imbarazzanti che mi hanno perseguitato per tutta la scuola elementare. Fu cosรฌ che per la maggior parte della mia vita mi chiamai Pru, mentre dal liceo in poi il mio nome di battesimo fu comunicato solo in circostanze ufficiali e quando cโera bisogno di saperlo.
Una breve conversazione con Cynthia in cucina rivelรฒ che aveva giร una strategia. Era incinta di due mesi e aveva intenzione di rivelare la โnotiziaโ a Peter quando sarebbero tornati a casa quella sera. Questa notizia sconvolgente ha sicuramente annullato ogni desiderio di scapoli e ammogliati e ogni residuo di โdiscurso tra uominiโ che poteva essere rimasto dalla cena. Lei rimase seduta e sorrise per tutta la serata, prima di avvicinarsi a Peter alle 22.30 e sussurrargli che era stanca e che doveva andare a casa. Per essere certa che lui se ne sarebbe andato subito senza altre sollecitazioni e drammi, ha aggiunto:
โTesoro, sono stato dal medico di recente e devo parlarti di una cosaโ. Questo fu il colmo e Peter chiese subito a Juan e Ahmed se avessero bisogno di un passaggio per tornare in cittร . Nessuno dei due aveva preso la macchina quella sera e le comunicazioni con lโautobus per tornare in cittร erano poco frequenti a quellโora tarda, quindi, naturalmente, risposero โSรฌโ; e alle undici e quarantasei i tre stavano ringraziando i loro ospiti e uscendo di corsa dalla porta.
Beh, Cork era di buon umore, se non addirittura inebriato, sia per la cucina francese che avevo preparato, sia per i liquori e il vino, sia per la sensazione di aver โfatto centroโ con i suoi colleghi.
ร cosรฌ che รจ iniziato tutto:
โร andata bene, non credi Babe?!!โ.
โSรฌ, Cork. I tuoi nuovi amici di lavoro sembrano molto simpatici. Eโฆโ
Cork mi aveva interrotto a metร frase e stava raccontando pezzi e bocconi della conversazione serale, analizzando nel frattempo ciรฒ che era stato detto, il linguaggio del corpo, la โgrinta maschileโ dei suoi colleghi. Continuai a sparecchiare la tavola e ad accatastare i piatti, lโargenteria e i bicchieri nel lavello e sul bancone della cucina. Come potete capire, ero troppo stanca per lavare i piatti a quellโora tarda e non aveva senso chiedere a Cork di aiutarmi stasera. Una bella dormita e quarantacinque minuti di lavoro in cucina al mattino e tutto sarebbe tornato alla normalitร nel nostro piccolo appartamento con due camere da letto. O almeno cosรฌ pensavoโฆ
Tipicamente, Cork decise allโimprovviso di essere in vena dโamore e di voler scopare. โEhi, Pru! Vieni qui. Devo dirti una cosaโ.
Cercai di mascherare la mia leggera irritazione per essere disturbata da qualcuno che non mi stava aiutando a svolgere un compito ingrato, e risposi: โCosa cโรจ Cork? Ho bisogno di organizzare le cose qui in cucina, in modo che non ci sia tanto lavoro quando pulisco domattina. Domani รจ sabato e ho molte faccende da sbrigareโ. Aggiunsi: โE spero che ti ricordi che nel pomeriggio devo andare a trovare mia zia Martha alla casa di riposo. Vieni in cucina e dimmi di cosa si tratta, mentre io finiscoโ.
Cork entrรฒ nella piccola cucina, ormai giร mezzo svestito, e si chinรฒ su di me da dietro. Mi mordicchiรฒ il collo, iniziรฒ a strusciare i suoi genitali contro il mio sedere e mi accarezzรฒ maldestramente i seni prima di iniziare a sbottonarmi la camicetta. โVoglio dirti che sei la donna piรน bella e sexy del mondoโ, mi sussurrรฒ allโorecchio sinistro. Feci un mezzo giro di testa verso di lui, gli diedi un rapido bacetto sulla guancia e dissi: โChe dolce, Cork. Ora vattene e lasciami finire quiโ.
Ma Cork non ne volle sapere. โLascia fare fino a domattina. Ti aiuterรฒ ioโ.
โAh!โ esclamai, pensando: โQuante volte lโavevo giร sentita?โ. Cork non si alzava dal letto prima delle dieci e, se aveva i postumi della sbornia, non prima di mezzogiorno. Gli risposi: โVai in camera da letto, sarรฒ lรฌ tra pocoโ.
Cork mi lasciรฒ, si lavรฒ i denti, si spogliรฒ e saltรฒ sul letto, sentendosi benissimo per la serata trascorsa fino a quel momento. Naturalmente, nella sua mente, cโera solo unโultima cosa di cui aveva bisogno per coronare la serata perfetta: il sesso.
Tuttavia, io avevo altri piani per me stessa. Mi tolsi lentamente e meticolosamente il trucco, feci una lunga doccia calda e indossai il mio pigiama di flanella preferito prima di spegnere la luce sul comodino dalla mia parte del letto. Mi sono chinata per dare a Cork il bacio della buonanotte sulla fronte, pensando che si fosse giร addormentato, visto che aveva gli occhi chiusi e potevo sentire il suo respiro semi-pesante da ubriaco. (Mi sono sentita sollevata dal fatto che non ho dovuto sperimentare che mi inseguisse per la camera da letto stasera. Vedete, mi piace il sesso e mi piace essere inseguitaโฆ ma il mio ragazzo non ha ancora imparato a rispettare un โnoโ per un โNO!โ).
Ahimรจ, Cork non stava dormendo โ faceva solo finta di farlo. Allโimprovviso mi afferrรฒ per la testa, mi portรฒ al suo viso e mi seppellรฌ la lingua in gola.
โEhi! Aspetta un attimo!โ esclamai. โHo bisogno di riposare e dormire adesso. Possiamo farlo domaniโ.
Ma Cork voleva il sesso adesso. Mi trascinรฒ giocosamente sulla schiena, premendomi con forza con il suo corpo grosso e allenato. Le sue braccia enormi mi bloccarono la parte superiore delle braccia e le spalle in modo che i miei unici movimenti possibili fossero quelli di agitarmi con gli avambracci e le mani e di contorcermi e scalciare con le gambe. Cork usรฒ poi le sue cosce e i suoi polpacci muscolosi per bloccare la metร inferiore del mio corpo, mentre io gridavo invano. โSmettila, Cork! Mi stai facendo male. Non voglio farlo. Cork!โ
Ma Cork cercรฒ solo di soffocare le mie proteste coprendo la mia bocca spalancata con la sua, seppellendo cosรฌ le mie proteste con baci destinati a zittirmi. In breve tempo, Cork mi aveva strappato le mutandine e stava cercando di infilare il suo pene nella mia vagina. Anna, a quel punto mi sono disperata, ma piรน resistevo e piรน Cork esercitava con forza la sua libido aggressivaโฆ e piรน si eccitava. Lo morsi, lo graffiai e cercai persino di colpirlo con il mio braccio destro finalmente libero, ma Cork era troppo forte e troppo ubriacoโฆ e concentrato su โuna cosaโ. Quellโunica cosa che gli uomini sembrano sempre volere e di cui hanno bisogno dalle donne โ per sentirsi virili e potenti.
Alla fine vinse lui, o almeno si sentรฌ come se lo avesse fatto. Subito dopo aver eiaculato nella mia figa, se girรฒ sul suo lato del letto, ancora ansimante, ed esclamรฒ: โCazzo! ร stato fottutamente eccitante, tesoro! Non รจ stato un sesso fantastico?!โ.
Ero dolorante, spaventataโฆ e incazzata. Mi sentivo come una sardina in scatolaโฆ affogata in una fredda salsa di pomodoro, senza scampo dalla tensione zuccherinadello stupro domestico. Ero indignata per la violazione, e allo stesso modo, per il fatto che un atto dโamore potesse essere cosรฌ emotivamente e fisicamente pervertito in un incontro di boxe che richiedeva la mia definitiva sottomissione. E per tutto il tempo lui si comportava come se โpotesse fare ancora meglioโ, e mi avrebbe mostrato cosโรจ davvero il buon sesso โ quasi come se fosse un atto di gentilezza per il quale lโavrei ringraziato una volta capito quanto avessi bisogno di una โbuona scopataโ!
Gli risposi freddamente: โร statoโฆ tutto beneโ. Avevo le mascelle serrate. Volevo afferrare la lampada sul comodino e prenderlo a randellate, ancora e ancora. Ma sapevo che non avrei potuto vincere una lotta fisica contro di lui. Avrei dovuto attaccare il suo ego e la sua virilitร .
โTutto bene? Cosa vuoi dire con questo?โ replicรฒ Cork.
Avrei voluto dirgli che non sa nulla di come eccitare o soddisfare una donna, e che infilare il suo cazzone dentro e fuori la mia vagina in modo egoista, rozzo e insensibile non aveva nulla a che fare con il romanticismo, e nemmeno con il sesso. In pratica era solo lui che si eccitava e mi teneva in ostaggio come sua โdiscarica di spermaโ. Ma allโimprovviso mi sentii troppo stanca e dissi, a malincuore, allontanandomi da lui e abbracciando il cuscino: โNe parliamo domani, Cork. Sono troppo stancaโ.
Cork non approfondi la questione e io rimasi sveglia per ore a guardare il suo respiro pesante e il suo russareโฆ pronta ad alzarmi dal letto al primo segno di risveglio o di sonnambulismo.
Gli uomini possono essere โstronziโโฆ
In bocca al lupo per il vostro caso e auguri da Phoenix.
Pru
^โฌ ^โฌ ^โฌ ^โฌ ^โฌ ^โฌ ^โฌ ^โฌ ^โฌ ^โฌ ^โฌ ^โฌ ^โฌ ^โฌ ^โฌ ^โฌ ^โฌ ^โฌ ^โฌ ^โฌ ^โฌ ^โฌ ^โฌ ^โฌ ^โฌ
E mentre scendevo dallโautobus lo vidi: quel ragazzoโฆ il ragazzo brasiliano che mi aveva fermato per strada mesi prima e che aveva insistito sul fatto che ci eravamo giร incontrati.
Volevo ignorarlo e passare rapidamente oltre. Ma era troppo tardi. I nostri sguardi si erano incrociati in un riconoscimento. Mi sono irrigidito, pensando: โCavolo, si beccherร un poโ della mia ira!โ.

Come un cerbiatto preso dai fari; la quinta parte.
Rimasi lรฌ, congelato, come un cerbiatto preso dai fari: volevo fuggire dalla situazione, ma non riuscivo a muovermi o a parlare. La mia mente, in preda al panico, ricordรฒ rapidamente una poesia che avevo letto molti anni prima:
SENZA FIATO.
Sotto le spoglie del femminismo e della mascolinitร ,
ci siamo mossi e abbiamo perseguito la definizione
con lโastuzia di una madre leone:
sempre piรน vicini, sempre piรน vicini,
finchรฉ la nostra precaria resa dei conti ci ha portato
faccia a faccia con lโinsicurezza e il sogno.
Mentre i battiti dei cuori di un milione di Amazzoni
milioni di amazzoni si preparavano a sconfiggere
la mia mascolinitร alla prima indiscrezione,
ho caricato la mia lingua di frecce dโargento
e ho catapultato senza pietร le parole
โTi amoโ contro il tuo scudo sfacciato.
E contemporaneamente siamo cadutiโฆ senza fiato.
Allโimprovviso mi resi conto che in effetti ci eravamo giร incontrati. Era stato in un ristorante brasiliano, qui a Milanoโฆ qualche anno prima. Avevo โun appuntamentoโ con un cliente anziano, e questโuomo dal sorriso bellissimo mi guardรฒ โ proprio come adesso โ dallโaltra parte della sala. Era il maitre. Arrossii e riportai subito lโattenzione sul mio cavaliere, che stava blaterando di un affare a cui stava lavorando. Ci scambiammo altre due volte gli sguardi e poco dopo dimenticai lโesperienza. Dopo tutto, nel mio lavoro unโesperienza del genere non era rara. Non lโavevo riconosciuto per strada a Bergamo perchรฉ non mi ero girato a guardarlo in faccia mentre lo congedavo automaticamente. Ora mi sentivo in imbarazzo, in piedi davanti a lui mentre usciva dal suo posto di lavoro. Lui se ne accorse e mi venne subito in soccorso, sorridendo e dicendo: โAllora, ci incontriamo di nuovo โ e nello stesso posto. Ti ricordi di me adesso?!!!โ.
Arrossii e balbettai: โDevo scusarmi per la mia maleducazione di quel giorno. Avevo avuto una giornata molto difficile eโฆโ.
โShhhhhโ, disse. โSono io che devo scusarmi per essermi intromesso nei tuoi momenti privati. Sono stato sorpreso e felicissimo di incontrarti di nuovo; e a Bergamo. Senti, ho appena finito qui al ristorante e ho qualche ora prima di tornare per il turno di cena. Posso invitarla a prendere un caffรจ o un negroni dallโaltra parte della strada?โ.
Anna si sentรฌ allo stesso tempo incuriosita e obbligata: โCerto, perchรฉ no. Ho tempoโ. In realtร , Anna si sentiva sola quella mattina e il giovane sembrava sinceramente interessato a conoscerla. Alle 13.30 non cโera molta gente a La Milanesa, cosรฌ trovarono facilmente un tavolo allโaperto con vista sul parco di fronte. โร davvero un bellโuomoโ, pensรฒ Anna. โE anche ben parlatoโ.
Prese lโiniziativa, preferendo fare domande allโinizio, piuttosto che rispondere alle sue. โAllora, parlami di te. Chi sei, da dove vieni, cosa fai nella vita?โ.
โSantos, mi chiamo Santos. E tu sei?โ.
โIo mi chiamo Annaโ, rispose lei, mentre si prendevano delicatamente per mano e le scintille elettriche danzavano tra i polpastrelli che si sfioravano. โOhh!โ, esclamรฒ Anna, mentre entrambi scoppiavano in una leggera risata. โNon mi succedeva da quando ero adolescenteโ.
E Santos rispose: โNon รจ fantastico sentirsi di nuovo giovani?!!โ
Nessuno dei due aveva raggiunto i trentโanni, ma entrambi apprezzavano lโumorismo nel rimpiangere brevemente quei terribili anni dellโadolescenza. Santos raccontรฒ ad Anna della sua infanzia e della sua giovinezza in un sobborgo di Rio de Janeiro, di come allโetร di 16 anni se ne andรฒ da casa e lavorรฒ su una nave diretta in Italia, per poi stabilirsi a Palermo, poi a Roma e infine a Milano, dove ora risiede. Lui lavorava al ristorante brasiliano (Il mio Brasile) da sette anni e si era fatto strada da cameriere a maitre in breve tempo.
Incuriosita, Anna ordinรฒ un secondo Negroni e chiese a Santos di dirle qualcosa di piรน.
Santos non si รจ sottratto alla domanda. Spiegรฒ che dove era cresciuto cโerano molte persone transgender e che ne aveva conosciute molte personalmente. Ha raccontato di quelle che erano matrone e di quelle che lavoravano come prostitute e/o attrici di film pornografici. Ha persino frequentato alcune di loro. Santos osservรฒ se Anna si fosse tirata indietro, ma lei non lo fece. Entrambi cominciarono a sentirsi a proprio agio in compagnia lโuno dellโaltra.
โMa basta parlare di meโ, disse Santos. โParlami di Anna!โ.
Anna rispose: โTemo che la mia vita non sia cosรฌ eccitante come la tua, Santos. E devo partire per il mio appuntamento alle 15.00. Ma, se lo vorrai, ti incontrerรฒ volentieri di nuovo per continuare la nostra conversazione. Decidi tu. Le darรฒ il mio numero di cellulare, cosรฌ potremo rimanere in contatto. Mi trasferisco a Milano la prossima settimana. Mi dia qualche giorno per sistemarmiโ.
Si diedero un bacio amichevole sulla guancia e Anna si allontanรฒ nella luce del pomeriggio. Se si fosse voltata a guardare indietro, avrebbe notato che Santos aveva unโespressione di eccitazione e soddisfazione sul viso.
Camminando nel parco, Anna si fermรฒ un attimo ad ascoltare il cinguettio degli uccelli intorno a lei. Sembravano dire: โBuona fortuna!โ
โBocca al lupo!โ

Lโabbraccio โ sesta parte.
Passarono quindici giorni e non avevo ancora avuto notizie di Santos. In qualche modo mi era entrato nella pelle e ora mi ritrovavo a pensare a lui in quei momenti normali in cui facevo delle pause sigaretta per schiarirmi le idee, o meglio per inseguire i pensieri piรน sfrenati che reclamavano il tempo dโaria e il spazio cerebrale. Ma non fumo piรน, e quei viaggi casuali mi aggravano piรน di quanto mi diano piacere. Portano allโossessione, e in particolare allโinfatuazione. E la prima regola delle prostitute รจ: โNon farsi mai coinvolgere emotivamenteโ.
โMa non sono piรน una prostituta, non sono piรน quella personaโฆ non ho piรน queste regoleโ mi dicevo. Ma non riesco a convincermi del tutto. Ho paura dellโamoreโฆ di amare un altro, di essere amata, di non essere ricambiata, e forse anche di non amare abbastanza me stessa.
Eppure, sono unโinsopportabile romantica: quando sono sola nella vasca da bagno, quando guardo film romantici alla televisione, quando ascolto canzoni dโamoreโฆ Ieri sera ho scritto quanto segue nel mio diario, fantasticando sul prossimo incontro con Santos:
Lโabbraccio โฆ
Lโabbraccio mi avvolge senza preavviso.
Non chiede permesso.
Non promette nulla.
Mi stringe come se il mio corpo fosse un territorio da esplorare,
come se fossi attraversata,
assaporata,
possibile.
Sono posseduta.
Sono impotente.
Le labbra si separano, tremano,
non per parole,
ma per brama.
Il respiro mi si accorcia,
le mani cercano e sfiorano senza trovare confine.
Ogni curva del mio corpo parla,
ogni contatto incendia.
Non oppongo resistenza.
Non perchรฉ non potrei,
ma perchรฉ ogni fibra di me vuole cedere
e sentire il fuoco dellโaltro dentro di sรฉ.
Sono ferma,
sono aperta,
sono bruciante.
E nellโabbraccio
โ che non consola,
che non salva โ
resto consumata,
eppure viva.
Naturalmente, non si trattava di essere innamorati di Santos o di una persona in particolare, ma piuttosto di desiderare lโamore nella mia vita, nel mio corpo e nella mia anima. Mi stavo infatuando dellโidea dellโamore e mi stavo innamorando dellโamore stesso. โร pericolosoโ, mi dicevo. E poichรฉ lโunica immagine disponibile nella mia mente e nel mio cuore era il volto sorridente di Santos, fu Santos a svolgere il ruolo di amante nei miei voli di fantasia. Era divertente e spaventoso. E se non mi chiamasse mai? E se avesse una fidanzata o un fidanzatoโฆ o una moglie e dei figli? E se il fatto che io sia stata una prostituta lo dissuadesse? Come faccio a dirgli del mio passato di prostituta?
Ho cominciato a sperare che non mi chiamasse mai.
Poi ho ricevuto un suo messaggio: ยซCiao cara Anna. Spero che tu ti sia sistemata dopo il tuo trasferimento a Milano. Sarei onorato se ti unissi a me per una cena in un locale di danza brasiliana questo sabato, nel mio giorno libero dal lavoro. Sono certo che ci divertiremo molto. Se accetta, verrรฒ a prenderla alle 19.00. Rispondi a questo messaggio con il tuo indirizzo. Baci / beijos. Santosยป
Unโondata di emozioni diverse travolse Anna: euforia, paura e tutto il resto. โSto andando a un vero appuntamento romantico!โ, esclamรฒ ad alta voce, mentre si sedeva in accappatoio sul divano, con le luci soffuse e unโunica candela sul tavolo che ora bruciava fortemente. Saltรฒ in piedi e corse verso lo specchio a figura intera nel corridoio dโingresso. โOh cielo, Madre Maria, guardati. Che disordine! Domani รจ giovedรฌ, giorno di shopping!โ
E cominciรฒ a pianificare il bacio, dicendo a se stessa: โNon sono Prudence. Un uomo insegue una ragazza finchรฉ lei non lo prendeโ, e io attirerรฒ lโattenzione del mio uomoโ.
Poi baciรฒ la sua immagine riflessa nello specchio e trasferรฌ le sue fantasie in camera da letto.

Parte 7 โ Una storia romantica.
โEcco fatto!โ esclamรฒ Anna allโimmagine di sรฉ nello specchio del bagno, mentre dava gli ultimi ritocchi al trucco prima di uscire di corsa dalla porta per incontrare Santos. Il nuovo vestito le stava bene ed era adatto allโoccasione. Era smart casual, ovvero semplice ma elegante. Aveva optato per una minigonna di pelle nera su calze di pizzo nere, con stivali di vernice nera che le coprivano appena il ginocchio. La lunga camicetta di seta avorio era sormontata da un maglione nero a maglia larga che le arrivava solo allโombelico, lasciando che le code della camicia le pendessero in vita. I capelli erano raccolti in trecce, unite in una coda di cavallo nella parte posteriore. Al collo portava una semplice catena dโoro oversize e una borsa di Gucci con tracolla dorata. Sembrava giovane, giocosa, di successo e alla moda. Allo stesso tempo aveva unโaria seducente, amplificata dal suo profumo Caroline Herrera โGood Girlโ. Il rossetto rosso arancio e le lunghe ciglia hanno fornito al pubblico il punto di partenza e di arrivo perfetto per โlo sguardoโ e โla crocieraโ: partendo dal viso, scrutando lentamente il corpo, per poi tornare rapidamente alle labbra. Anna cercava di non far capire che si accorgeva che le persone la guardavano, ma faceva sempre un leggero sorriso di riconoscimento quando lo sguardo raggiungeva di nuovo il suo viso.
Eccolo lรฌ! Santos aveva un aspetto favoloso. Evidentemente era stato allo studio abbronzante e dal parrucchiere dallโultima volta che si erano visti. I suoi riccioli neri ricadevano sulla fronte in modo un poโ scomposto, permettendogli di spazzolarli via quando voleva attirare lโattenzione. I suoi capelli erano tagliati molto corti ai lati e sulla schiena e si assottigliavano fino a diventare rasati verso il collo. Santos indossava anche abiti neri: pantaloni neri estremi a gamba larga, scarpe nere lucide, una camicia di raso rossa con le maniche a sbuffo e portava al collo una pesante catena dโoro.
Anna pensรฒ: โNon avremmo potuto coordinare il nostro stile meglio di cosรฌ!โ.
โAnna!โ esclamรฒ Santos. โWow! Sei favolosa e adorabile!โ. La prese leggermente sulle spalle mentre le dava i tradizionali baci alla francese su ogni guancia. Poi fece finta di finire di baciarla sulle labbra, ma si fermรฒ a mezzโaria e disse: โIl tuo trucco รจ perfetto. Non farรฒ le mie avances prima di essere sulla pista da balloโ.
Entrambi risero, ma Anna capรฌ che Santos aveva davvero intenzioni romantiche. Questo la aiutรฒ a rilassarsi, perchรฉ ora conosceva il comportamento che entrambi avrebbero seguito.
Sono arrivati al ristorante alle 2000, e il ristorante si stava riempiendo rapidamente. Santos aveva riservato un tavolo intimo per due, a sinistra del piccolo palco. Santos ordinรฒ per entrambi: capirinhas, piccoli contorni di Moqueca (stufato di pesce), Bobรณ de Camarรฃo (gamberi, verdure, olio di palma, latte di cocco e una purea di manioca), Feijoada (piatto nazionale brasiliano), una bistecca di picanha ben cotta, e per dessert: Quindim (un dolce simile al flan i cui ingredienti includono zucchero, cocco grattugiato, tuorli dโuovo e occasionalmente un mucchio di burro), caffรจ e cachaca. E, naturalmente, una corposa bottiglia di vino rosso sudafricano; il tutto da dividere tra loro. Il cibo era eccellente e la conversazione scorreva facilmente e senza silenzi fastidiosi. Finchรฉ Santos non disse: โAllora, Anna, raccontami di te: la tua famiglia, dove sei cresciuta, il tuo lavoro e i tuoi sogni per il futuroโ.
Anna sorrise, ma si sentรฌ un poโ a disagio. Era il momento che temeva. Come avrebbe reagito lui se gli avesse detto che fino a poco tempo prima era stata una prostituta? Cominciรฒ proprio mentre venivano serviti il dessert e il caffรจ. โSantos, comincerรฒ con il presenteโฆ e poi andrรฒ a ritroso nel tempo. Potrei scioccarti, ma รจ importante che io sia completamente onesta con me stessa e con teโ.
Santos le prese le mani tra le sue, la guardรฒ in profonditร negli occhi e ancora di piรน nellโanima. โDimmi quello che ti senti di dire, Anna. Sono tutto orecchiโ.
Cosรฌ Anna prese la palla al balzo e sbottรฒ: โSantos, ho lavorato come sex worker fino a quasi un anno faโฆ sia qui a Milano, sia a Firenze, sia a Palermo. Non lavoravo per strada. Ero una escort โ per uomini con potere, soldi e bisogni. Era tutto molto discreto. Ma lโho fatto solo per il tempo necessario a non avere debiti. Quindi, per favore, non pensare a me come a una sgualdrina da quattro soldiโฆโ.
โAnnaโ, disse Santos mettendole lโindice destro sulle labbra per mettere a tacere le ultime parole. โSo del tuo lavoro qui a Milano. Hai accompagnato alcuni clienti del ristorante dove lavoro. Per questo quel giorno ti ho riconosciuto per strada. Ti avevo sognato tante volte e poi eri sparito. Ero entusiasta di rivederti, ma ero troppo imbarazzato per dirti di piรน. Non volevo che pensassi che giravo per le strade in cerca di una puttana da quattro soldi. Sentivo giร di essere al di sotto del tuo statusโ.
ยซAl di sotto del mio status?!ยป, disse Anna.
โSรฌ, come cameriere che ha servito lei e i suoi importanti colleghiโฆโ rispose Santos.
โQuindi, sei okay su di meโฆ e sul mio passato?โ, chiese Anna, timidamente.
โAnna, sono cresciuto in Brasile โ circondato da lavoratori del sesso (sia uomini che donne e transgender). Anchโio ho venduto i miei servizi per un breve periodo per avere i soldi per venire in Italia, e allโinizio quando cercavo lavoro a Palermoโ.
Anna era stupita. Pensรฒ: โQualcuno mi dia un pizzicotto. Devo aver sognatoโ. E mentre si alzava per andare alla toilette, fu pizzicata da Santos, che attirรฒ la sua attenzione prima di farla girare per poterla baciare a fior di labbra. โAnna โ sei bellissima, dentro e fuoriโ.
Quando Anna รจ tornata, ha finito di raccontare a Santos della sua famiglia, della sua giovinezza, della sua formazione universitaria interrotta e altro ancora. E poi la band รจ venuta in suo soccorso. Le coppie si sono precipitate verso il palco e hanno iniziato a ballare. Santos prese Anna per mano e la condusse sulla pista da ballo. โOra ti insegnerรฒ a ballare in stile brasiliano!โ.
Alcune coppie stavano ballando il Samba de Gafieira (e una con alcune selvagge variazioni di Samba no Pรฉ), ma la maggior parte ballava forme di samba da discoteca e da strada. Santos era, ovviamente, un eccellente ballerino di samba e presto lui e Anna si sono scatenati sulla pista da ballo.
A mezzanotte Anna era esausta e non solo un poโ inebriata. Inoltre, avevano condiviso una sigaretta di marijuana nel vicolo posteriore. Fu allora che Santos diede ad Anna il bacio che lei aveva sognato.
In seguito lei sussurrรฒ a Santos: โHo dimenticato di raccontarti i miei sogniโ.
Santos rispose: โCredo che i nostri sogni si siano appena avveratiโ.
Anna annuรฌ in segno di conferma e disse: โPortami a casaโฆ a casa tuaโ.


Ottava parte โ Fare lโamore.
Quando Anna vide la costosa auto di Santos capรฌ che la sua storia era piรน complessa di quanto pensasse. E cโera molto, molto di piรน. Santos viveva in uno spazioso appartamento con tre camere da letto nel quartiere milanese di Porta Nuova. Aveva due ingressi, con un giardino e un patio sul retro. Lโappartamento era arredato in modo spartano con mobili e apparecchi di illuminazione italiani moderni, con statue e fotografie dโarte da collezione disposte con gusto. Anna ebbe un sussulto di stupore e si rivolse a Santos con unโespressione da โma che cazzoโฆโ.
Santos le portรฒ un cognac e la prese per mano mentre la conduceva nella camera da letto principale. โTi spiegherรฒ domattina. Adesso voglio fare lโamore con la mia bella Anna. Vieni, non essere timidaโ.
In quel momento entrambi capirono che erano una coppia e che Anna non avrebbe mai piรน vissuto nellโappartamento di lei dallโaltra parte della cittร .

Parte 9: La passeggiata.
Quando Anna si svegliรฒ alle 10:09 di quella domenica, Santos non si vedeva. Si fece una doccia, si vestรฌ e si diresse verso la cucina in cerca di un caffรจ. Lรฌ trovรฒ Santos che preparava il caffรจ e la colazione. Indossava pantaloni della tuta e una maglietta, essendo uscito per una corsa mattutina.
โBuongiorno, bellezzaโ, disse sorridendo con piacevolezza. โCome hai dormito? Hai fame?โ.
Anna sorrise e gli diede un bacio sulla guancia. Santos disse: โChe cosโรจ?!โ prima di abbracciarla e baciarle le labbra per bene.
โHai fame? In realtร non sono una persona che fa molta colazione. Ma il caffรจ รจ dโobbligoโ.
โDevi essere mezzo brasilianoโ, rispose lui. โEcco qui, una buona tazza di caffรจ brasiliano macinato in casa, solo per teโฆ e per me, naturalmenteโ.
โSei in piedi da ore? Non ti ho sentito alzartiโ, disse Anna.
โMi sveglio sempre presto, anche se ho dormito poco. ร unโabitudine difficile da spezzare. Credo di dormire troppo spesso da solaโ.
โProbabilmente sono i tuoi ormoniโ, disse Anna. โDi sicuro ieri sera erano in fibrillazioneโ.
Santos cercรฒ di sembrare imbarazzato, ma non riuscรฌ a trattenere le risate. โMi piace il tuo senso dellโumorismo: asciutto, ma con molti significatiโ.
Anna: โAllora, cosa ti piacerebbe fare oggiโฆ o hai unโaltra amica donna da incontrare?โ.
Santos: โAhahaha. Sรฌ, ho cancellato quellโappuntamento proprio mezzโora fa, quindi ora sono libero. Ho unโidea. Che ne dici di una passeggiata nel parco qui vicino? Possiamo prendere un caffรจ in un thermos e qualche pasticcino, e parlare ancora un poโโฆโ.
Anna: โMi sembra perfetto. Mi hai promesso di darmi delle spiegazioni su โtutto questoโ (indicando lโappartamento di lusso). Ma non posso fare una lunga passeggiata con questi vestiti. Avete una maglietta da prestarmi?โ.
Santos la guardรฒ e rispose: โCredo di avere dei joggers che ti andranno bene. Non sono sexy o eleganti come quelli a cui sei abituata, ma per me sei bellissima anche quando sei nudaโ.
Anna reagรฌ: โAnche allora?โ.
Santos rispose: โScusa, soprattutto quando sei nuda. Ma i joggers sono piรน facili da togliere per meโ.
Anna: โBirichino!โ
Santos: โMa le scarpe? Non puoi indossare quegli stivali con i pantaloni da jogging. Non a Milano!โ
โAnna rispose: โHo sempre un paio di scarpe da jogging nella borsaโ.
โQuale borsa?โ chiese Santos. โMi ricordo solo di quella borsettaโ.
Anna: โQuella โpiccolaโ borsetta ospita facilmente lo stretto necessario. Cosรฌ come, misteriosamente, i tuoi slip ospitanoโฆโ.
Santos arrossรฌ, ma non riuscรฌ a trattenere le risate.
Venti minuti dopo iniziarono la loro passeggiata. Era una bella tarda mattinata, soleggiata e con una piacevole brezza.
E cosรฌ Santis iniziรฒ a parlare. Anna era tutta orecchi.
Santos: โOk, non ti ho detto altro che la veritร su di me; ma non ti ho detto tutta la veritร โ.
Anna: โMi sembra giusto; ed รจ questo che correggerai ora?โ, disse sorridendo.
Santos: โForseโฆ alla fine. Permettetemi di iniziare con questa storia, la storia di Santosโ.
Anna gli tenne la mano mentre camminavano, rimanendo in silenzio come un gatto che osserva un topo.
Santos spiegรฒ di essere arrivato a Palermo diversi anni fa, alla ricerca del suo padre biologico: un mafioso locale di nome โBennyโ. Santos era il frutto di una relazione sessuale tra Benny e la madre di Santos (Cara) quando Benny si trovava a Rio de Janeiro per lavoro.
Santos raccontรฒ ad Anna di essere arrivato a Palermo senza soldi e senza vestiti presentabili. Inoltre, non parlava italiano. Per questo motivo, fece ogni tipo di lavoro per tre anni prima di ritenere sicuro avvicinarsi al padre e dirgli della sua paternitร . Durante questo periodo, ha venduto i suoi servizi โ fiest a Palermo, ma presto ha deciso di trasferirsi a Roma e a Milano per evitare che il padre venisse a conoscenza del nuovo prostituto maschio in cittร e lo facesse controllare e sorvegliare. Santos ha spiegato di essere tornato a Palermo tre anni dopo.
A quel punto Benny era andato in pensione e sua moglie era morta. Benny aveva un figlio dal suo matrimonio: Alessio. Santos rintracciรฒ e incontrรฒ subdolamente il figlio e fu presto presentato al padre. Nรฉ il figlio nรฉ il padre sapevano della paternitร .
Come Santos aveva previsto, alla fine il padre e Santos divennero intimi e un giorno il padre confidรฒ a Santos di una donna di cui si era innamorato a Rio de Janeiro. Dalla descrizione e dai dettagli Santos capรฌ che quella donna era sua madre.
Quando Santos disse a Benny che era suo padre e raccontรฒ i dettagli che la madre gli aveva raccontato sul loro primo incontro e sulla loro relazione, Benny lo abbracciรฒ come un figlio. Presto adottรฒ formalmente Santos.
Questo naturalmente sconvolse Alessio, che temeva di dover condividere sia il padre che lโereditร . Entrambi i figli alla fine si trasferirono al nord. Alessio studiava psicologia allโUniversitร di Milano e Santos aveva ricevuto dal padre i soldi per avviare unโattivitร e comprare una casa. Alla fine Santos acquistรฒ il ristorante di Bergamo dove lavorava e un appartamento a Milano. Il fratellastro aveva avviato un proprio studio privato di psicoterapia in Bergamo.
Entrambi speravano di compiacere il padre, ed entrambi sapevano che avrebbero dovuto produrre nipoti per il vecchio. Ma entrambi erano sfortunati in amore. Il fratello di Santos poteva fare sesso solo con donne che lo dominavano.
Il giorno in cui Santos vide Anna per strada a Bergamo, era andato a trovare il fratellastro il cui studio di terapia era in cittร . Non erano riusciti a risolvere i loro problemi e conflitti e Alessio aveva minacciato Santos senza mezzi termini. โOgni terapeuta inizia e finirร come un pazienteโ, concluse Santos. Pensava che suo fratello potesse davvero essere cosรฌ pazzo da ucciderlo, ora che suo padre era in cattive condizioni di salute e la questione dellโereditร stava causando sempre piรน attriti tra loro.

Anna era rimasta in silenzio per tutta la narrazione, ma ora chiese a Santos il nome del fratello e rimase stupita nel sentire che si trattava del suo precedente terapeuta. Ma non disse a Santos che conosceva suo fratello. Invece, gli disse che aveva sentito solo pettegolezzi sul terapeuta, e che si supponeva che fosse โtutto chiacchiereโ e cornuto.
โNon preoccuparti per tuo fratelloโ, disse, cercando di rassicurare Santos che era stato nervoso per tutta la durata della confessione. Ecco perchรฉ Santos era nervoso durante la passeggiata e si guardava alle spalle. โGuarda, cโรจ una panchina nel parco. Prendiamo un caffรจ e qualcosa da mangiare. Mi sento improvvisamente affamatoโ.
Mentre erano seduti, Santos fece una proposta ad Anna: โAnna, mi piaci molto. So che sembra prematuro maโฆ che ne dici di venire a vivere con me? Cโรจ molto spazio. Puoi anche avere la tua camera da letto, se vuoi. Non pagherai lโaffitto qui e potrai anche tenere il tuo appartamento e subaffittarlo a unโaltra persona nel caso in cui le cose tra noi non dovessero funzionare. Ora ho capito che non voglio vivere da solo o essere uno scapolo. Ci penserai?โ.
Anna rimase in silenzio durante il viaggio verso lโappartamento di Santos. Allโarrivo Santos andรฒ in bagno e quando uscรฌ Anna era in piedi fuori dalla porta ad aspettarlo. Lui trasalรฌ, pensando che stesse entrando in bagno, ma Anna gli sbarrรฒ nuovamente la strada. Santos la guardรฒ con aria interrogativa e Anna sorrise e sussurrรฒ โsรฌโ.

La vita della coppia era andata bene nei primi sei mesi di convivenza. Anna si era immatricolata allโuniversitร e il suo tirocinio presso lโorganizzazione per i lavoratori del sesso aveva avuto un tale successo che le era stato offerto un lavoro part-time mentre riprendeva gli studi universitari. Sembrava ragionevole che il lavoro sessuale (che lโaveva allontanata dagli studi universitari) lโavrebbe riportata allโuniversitร . Santos la appoggiava al 150% e lei si faceva amici tra i colleghi di lavoro. Finalmente Anna poteva vedere i contorni di una rete di sostegno personale, cosa che le mancava da tempo.
Santos brillava di energia ed entusiasmo grazie al loro rapporto dโamore e di amicizia. Ora passava meno tempo al ristorante e si fidava dei suoi dipendenti piรน di prima. Amava sostenere Anna e aiutarla a rimettersi in piedi. E capiva che quel piccolo investimento personale aveva benefici immediati anche per lui.
Tuttavia, Alessio lo aveva assillato con messaggi di testo e telefonate minatorie cosรฌ spesso che aveva bloccato il numero di telefono di Alessio sul suo cellulare. Alessio aveva in qualche modo scovato informazioni sul precedente periodo di Santos come lavoratore del sesso a Milano e Alessio era convinto che Santos fosse un artista della truffa. Ha accusato Santos di aver mentito a Benny sul fatto di essere suo padre e ha anche suggerito che anche Cara fosse una prostituta e unโartista della truffa. Alessio voleva che Santos ammettesse tutto questo e rinunciasse a qualsiasi pretesa di ereditร .
Santos capรฌ che lโossessione irrazionale di Alessio era una malattia e suggerรฌ persino che Alessio aveva bisogno di una valutazione e di un aiuto medico. Ma questo non fece altro che rendere Alessio ancora piรน bellicoso.
Un pomeriggio Anna chiamรฒ Santos per dargli una notizia incredibile: era incinta! Santos era felicissimo. Chiamรฒ immediatamente Benny per dargli la buona notizia ed entrambi si rallegrarono. Poi Santos saltรฒ in macchina e corse a casa da Anna. Nessuno dei due sapeva cosa stava per accadere.
Anna stava ascoltando la musica del gruppo punk rock russo ribelle โPussy Riotโ, e Anna era in cucina a preparare la pasta quando sentรฌ bussare e suonare insistentemente alla porta. La porta non aveva uno spioncino, cosรฌ Anna la aprรฌ appena e chiese: โChi รจ e cosa vuole?โ.
La voce maschile dallโaltra parte della porta disse burberamente: โSto cercando il fottuto Santos. Apri la porta e fammi entrare!โ.
Anna si spaventรฒ. Quellโuomo era molto ostile. Lei rispose: โSantos non รจ qui adesso. Lo chiami piรน tardiโ. Cercรฒ di chiudere la porta, ma lโintruso aveva messo un piede nellโingresso e stava forzando la porta.
Una volta entrato, Alessio ha guardato male Anna e le ha chiesto chi diavolo fosse lei. Anna lo riconobbe come il terapeuta (fratellastro di Santos) e cercรฒ subito di coprirsi il volto agitando le mani davanti a sรฉ, chiedendo che se ne andasse. Ma Alessio non aveva intenzione di andare da nessuna parte. Ha urlato che Santos รจ un maledetto artista della truffa e un ladro, e che sta evitando le telefonate di Alessio.
Anna si sentรฌ incoraggiata e sbottรฒ: โBeh, forse รจ comprensibile visto il tuo comportamento. Torna a Bergamo, il tuo postoโฆ bastardo!โ.
Fu allora che Alessio capรฌ chi era Anna: la sgualdrina che lo aveva scaricato come terapeuta. โTu! Finalmente ci incontriamo di nuovo. Ora possiamo finire quello che hai iniziatoโ.
Anna ribattรฉ: โVaffanculo, stronzo di un maiale! Non ho iniziato nulla con te. Vattene subitoโฆ o ioโฆโ.
Alessio la interruppe, dicendo: โโฆ o tu cosa farai, sporca e succosa troia?!! Rendimi la giornata del cazzo!โ. Cominciรฒ a spogliarsi e Anna fu presa dal panico. โDovโรจ Santos?!!!โ gridรฒ al cielo.
โSรฌ, dovโรจ Santosโฆ e tu cosa sei per lui? ร proprio bello: due puttane che si mettono insieme come amanti, fingendo di essere tuttโaltro che โla strana coppiaโ. Mi occuperรฒ di voi due, ma prima dovete pagare lโappuntamento di controllo che avete saltatoโ. Raggiunse i capelli di Anna e cominciรฒ a tirarli per trascinarla vicino a sรฉ.
Anna divenne improvvisamente impavida. Afferrรฒ rapidamente un vaso e lo ruppe sulla testa di Alessio, facendolo cadere a terra. โAlessio urlรฒ: โBrutta troia. Sรฌ, sarร bello!โ.
Allora Anna fuggรฌ dallโappartamento, urlando โStupro!โ. In quel momento arrivรฒ Santos. Si avventรฒ sul fratello e lo colpรฌ ripetutamente in faccia finchรฉ Anna non lo pregรฒ di fermarsi.
Santos era arrabbiato e disgustato. Guardรฒ Alessio e gli sputรฒ addosso, dicendo: โFiglio di puttana! Sei entrato in casa mia e hai aggredito la mia fidanzata. Non farlo mai piรนโฆโ.
Alessio lo interruppe: โLa tua fidanzata? Ahahaha. Quella รจ una semplice puttanaโฆ proprio come te. Aspetta che dica a mio padre la veritร su di te. Luiโฆโ
Santos aveva stretto un braccio intorno alle spalle di Anna. Rispose: โBenny โ NOSTRO padre โ sa che siamo fidanzati ed รจ felicissimo. E sa anche che presto avrร un nipote. Quindi, smettila con questa follia, Alessio!โ.
Alessio replicรฒ: โLa tua fidanzata รจ in debito con me. E io ho intenzione di riscuotere il debitoโ.
Santos guardรฒ Anna incredulo: โTi sei scopata mio fratello, Anna?!โ.
Anna urlรฒ: โNo. Diavolo no. Mai! Mi ha aggredito in una seduta di terapia molto tempo fa e non lโho piรน visto fino ad oraโ.
โChi ha aggredito chi, sgualdrina!โ urlรฒ Alessio.
Santos era ora piรน arrabbiato di prima e si avventรฒ di nuovo sul fratello seminudo.

โBasta!โ, disse Anna. โHo unโidea miglioreโ. Sparรฌ per qualche minuto e tornรฒ con del nastro adesivo. โLegalo, Santos. Spogliamolo, leghiamolo a una sedia e lasciamolo guardare mentre tu mi fotte il culo. ร questo che vuole. ร un cornuto e un voyeurโ.
Disse Santos: โPerchรฉ dovremmo dare a questo porco quello che vuole?!โ; mentre fissava i polsi e i piedi di Alessio alla sedia.
Anna disse: โNon avrร quello che vuole. Lo benderemo e gli infileremo i tuoi slip in bocca come bavaglio. Sentirร e annuserร il nostro fare lโamore, ma non vedrร nulla, nรฉ potrร toccarsiโ.
Fecero sesso per piรน di unโora, ignorando i disperati contorcimenti di Alessio. Dopo aver raggiunto lโorgasmo, Santos tolse la benda e il bavaglio. Alessio era svenuto. I suoi bulbi oculari erano rientrati nella testa e stava schiumando dalla bocca. โAnna! Credo che sia morto!โ.
Ma no, Alessio non era morto. Era ancora vivo, ma molto, molto lontano e incapace di dare una risposta.
Anna disse: โPresto Santos, vestiamolo, stendiamolo sul divanoโฆ e chiamiamo unโambulanzaโ.
Anna ha spiegato alla polizia, al personale dellโambulanza e ai medici del pronto soccorso che Alessio รจ arrivato a casa loro molto agitato e incoerente. E che hanno cercato di trattenerlo per evitare che si facesse del male, ma allโimprovviso ha avuto una specie di crisi epilettica.
Santos ha aggiunto che il fratello era stato molto stressato dal lavoro e sembrava sempre piรน irrazionale. โAlla fine รจ scattato. ร stato un bene che alla fine sia venuto a chiederci aiuto, ma forse รจ arrivato troppo tardiโ.
Tre settimane dopo Santos chiamรฒ suo padre per dirgli che Alessio non rispondeva ancora. Poi confermรฒ che aveva firmato i documenti e che Alessio era ora ricoverato in un manicomio in Liguria.
La salute di Benny peggiorรฒ nei mesi successivi. Si decise quindi che il bambino sarebbe nato a Palermo, in modo che Benny potesse vederlo prima di morire.
Il 2 agosto nacque un bellissimo bambino, che Benny ebbe lโonore di chiamare Agosto, come il padre di Benny.
Benny morรฌ il 24 agosto.
Due settimane dopo, Anna andรฒ a trovare Alessio al manicomio in Liguria. Il motivo della visita era presumibilmente quello di mostrargli il suo nuovo nipote, anche se Alessio era ancora attaccato a una macchina per il supporto vitale e si trovava ancora da qualche parte nellโIsola che non cโรจ. Si รจ seduta su una sedia accanto al letto dโospedale e ha parlato dolcemente ad Alessio, dicendogli che era arrivato il momento di โlasciarsi andareโ. Gli presentรฒ il bambino e poi disse: โHa fame, proprio come te, Alessio. Ha bisogno del mio seno grande e succoso. Spero che anche tu possa trarre piacere dal mio nutrimento. Ecco, eccoloโฆโ.
Improvvisamente la macchina di supporto vitale cominciรฒ a ululare e unโinfermiera corse nella stanza. Dopo due minuti, lโinfermiera disse: โMi dispiace. Non possiamo fare altro. ร mortoโ.
Anna fece del suo meglio per sembrare sconvolta. Poi lโinfermiera disse: โConsiderando le sue condizioni, forse รจ meglio cosรฌโ.
Anna la guardรฒ dritta negli occhi e rispose: โSรฌ, forse hai ragioneโ.
Mentre era nel parcheggio, Anna chiamรฒ Santos e gli disse: โStiamo tornando a casa da te. Missione compiutaโ.
ร Alessio? I suoi resti furono sepolti nel cimitero di famiglia.
Anna, Santos e Agosto ereditarono una piccola fortuna e rilevarono le proprietร di Benny. Anche in questo caso, gli studi universitari di Anna furono sospesi, ma le restava solo un anno di corsi per terminare la prima laurea.
Sarebbe diventata unโaffermata psicologa.

La storia di Vabbรจ.
Anna ha appena messo Agosto, il suo bambino, nella culla e si accoccola a Santos. Lui la baciรฒ e le disse: โAllora finalmente dorme?!!! โ
โSรฌโ, rispose Anna. โE non ho nemmeno dovuto arricchire il suo biberon di latte con la grappa. โ
Santos la guardรฒ con uno sguardo che tradiva sgomento. Anna rise e allora lui fu ammonito ad abbassare la voce. โShhhh, sto solo scherzando. Ma il pensiero mi ha attraversato la mente. โ
Santos stava per aggiungere un commento quando Anna disse: โTesoro, ho una domanda da fare; e dato che รจ lโora del โdiscorso del cuscinoโ, siamo tenuti a rispondere onestamente. Queste sono le regole: mai andare a letto arrabbiati o quando si dice una bugia. โ
Santos sembrรฒ leggermente preoccupato, ma poi disse: โIl gioco รจ fatto: interrogami. โ
Anna continuรฒ: โSo tutto della tua vita, ma mi sembra ancora che tu sia unโestranea. โ
โ Unโestranea! โ
โ Beh, una persona con una doppia vitaโฆ o un agente segreto. โ
โ Mi avete scoperto. Sรฌ, sono lโagente segreto 69. Vuoiโฆ? 69??? โ
Anna ridacchiรฒ e finse di spingerlo via, ma subito assunse un tono piรน serio. โOgni tanto qualcuno qui a Palermo ti chiama โVabbรจโ. Come mai?โ
โAnna, tesoro, se te lo dico, la tua vita potrebbe essere in grave pericoloโ.
โOk Agente segreto 69, รจ ora di fare sul serio. Chi ti chiama โVabbรจโ, e perchรฉ?!!!โ.
Santos acconsentรฌ e disse: โTi racconterรฒ una storia della buonanotte: la storia di โVabbรจโโ.
Anna si accoccolรฒ nellโabbraccio di Santos e ascoltรฒ con attenzione il suo racconto.
โTutto รจ iniziato in modo abbastanza innocente, amore mio. Sono cresciuto nei bassifondi e la maggior parte dei bambini della mia etร non aveva un padre in casa, per vari motivi. Queste ragioni erano fondamentalmente favole che diventavano sempre piรน grandiose ogni volta che venivano raccontate. Alcuni padri erano degli eroi, altri dei famosi criminali, altri ancora dei noti barboni cacciati dalle loro donne. Ma ogni bambino aveva un โpedigreeโ e una discendenza nota che poteva essere rintracciata nella favela. Cioรจ, tutti tranne me. Ero una curiositร , un bastardo con un padre sconosciutoโ.
Anna lo baciรฒ sul collo e lo incoraggiรฒ a continuare a raccontare la sua storia.
โBeh, ho perseguitato mia madre per il mio padre sconosciuto; perchรฉ gli altri bambini mi perseguitavano e mi molestavano. Ma mia madre si era impegnata da tempo a mantenere il segreto. (In seguito venni a sapere che nemmeno mio padre sapeva della sua gravidanza.)
โMia madre rispondeva sempre: โNon sono affari di nessuno, solamente il mio e il tuo, e tu sei troppo tosto per portarne il peso. Diglielo: Non sono affari loro. Dite: โNon รจ importanteโ.
โSapevo che questo non avrebbe mai soddisfatto i miei amici e i miei nemici. โHo bisogno di un NOME!โ
โTi sto dicendo che non รจ importante. Vabbรจ!โ
Santos ridacchiรฒ, dicendo: โEro cosรฌ orgoglioso ed emozionato, che sono corso fuori di casa e ho diffuso il nome di mio padre: Vabbรจ. Non avevo idea di cosa significasse Vabbรจ, e nemmeno gli altri, finchรฉ un ragazzo di origini italiane, ridendo, ha detto a tutti che significa โNon รจ importanteโ.
โDa quel giorno il mio nome divenne โVabbรจโ. Ero segnato per la vita. E mia madre non mi fu molto solidale, perchรฉ riteneva che avessi egoisticamente tradito il suo segreto. โTi sta bene, mio dolce piccolo Vabbรจโโ.
Anna era dispiaciuta per lui, ma disse: โMa cosa cโentra questo con gli uomini adulti che a Palermo ti chiamano โVabbรจโ?โ.
โCome ti ho giร detto, non avevo un soldo quando sono arrivato in Italia come immigrato clandestino. Il soprannome โVabbรจโ mi รจ servito per i miei traffici criminali e per il lavoro sessuale: il mio nome non era importante. Queste persone sono alcuni dei miei ex colleghi e clienti. Anche loro hanno un soprannomeโ.
Anna ridacchiรฒ e lo baciรฒ sulla bocca, dicendo: โVabbรจ. Facciamo il 69โ.
Santos ha detto: โCerto Baby, ma prima ho unโaltra veritร da rivelareโ.
Anna scherzando disse: โBeh, vabbรจ Baby!โ.
Santos sorrise e rispose: โEsattamente. Mi piace cosรฌ tanto questo soprannome che lo uso di nascosto quando parlo con Agosto da soloโ.
Anna gridรฒ: โNon pensarci nemmeno! Hai perso la testa, cazzo!โ.
Questa volta fu Santos a dire: โAbbassa la voce. Stavo solo scherzandoโ.
Agosto emise un piccolo grido e Santos disse: โPorta nostro figlio sul letto. Vuole suo padreโฆ il suo grande Vโฆโ.
Anna interruppe: โLo porterรฒ io sul letto. Ma niente Vabbรจโ.
โSรฌ, amore mioโ, disse Santos, chiedendosi se avesse appena infranto la regola e portato una bugia nel letto.
Ad Anna non importava piรน di tanto. Sperava solo che la prima parola pronunciata dal bambino fosse โMamma, o papร โ. Tutto tranne โVabbรจ!โ.

Leave a Reply